panoramica di cagliari lato opposto Viale Buon Cammino

Cagliari, cosa vedere e quali attrazioni per il turismo

Cagliari, una città che si affaccia sul mare ancora a misura d’uomo, potenzialmente turistica. Con difficoltà, da tanto tempo Regione e Comune tentano di farla decollare quale attrazione per i turisti, forse a mio avviso, anche per una questione di marketing errato. Essendo una città i passaggio, questo è certamente un compito arduo, ma anche Cagliari offre davvero tanti spunti per i luoghi interessanti che propone.

panoramica di cagliari lato opposto Viale Buon Cammino
panoramica di cagliari lato opposto Viale Buon Cammino

Cagliari è un comune italiano di 154 543 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e della regione Sardegna.  Karalis,Karales, Kalaris, Cagliari e Casteddu, sono i nomi serviti nel tempo per indicare la Città.

(questo articolo è in fase di aggiornamento)
Un elenco qui di seguito puo’ aiutarci a cogliere l’essenza della Città di Cagliari:

  • Il quartiere di Castello di Cagliari
  • La necropoli punica di Tuvixeddu di Cagliari
  • Anfiteatro romano di Cagliari
  • Castello di S. Michele di Cagliari
  • Le chiese di Cagliari
  • La Basilica di San Saturnino
  • Santuario della Madonna Di Bonaria
  • Orto botanico di Cagliari
  • Le spiagge di Cagliari
  • Il Poetto
  • Spiagge nei dintorni di Cagliari
  • Spiagge nudiste a Cagliari
  • I dintorni di Cagliari
  • Cosa fare a Cagliari
  • Spiaggia day
  • Sport acquatici al Poetto
  • Parchi acquatici a Cagliari
  • Tour di Cagliari col bus scoperto
  • Parchi a Cagliari
  • Equitazione a Cagliari
  • Trekking a Cagliari e dintorni
colle S. Michele Cagliari - panoramica della città
colle S. Michele Cagliari – panoramica della città

Gallery del Molo Ichnusa Cagliari

Parchi
Questa è una lista dei più importanti parchi cittadini:

Parco di Monte Urpinu (248.000 m²)
Parco del colle di San Michele (255.000 m²)
Parco di Terramaini (128.000 m²)
Parco di Monte Claro (250.000 m²)
Orto Botanico (50.000 m²)
Parco della ex-vetreria Pirri (25.000 m²)
Giardini pubblici (17.000 m²)
Giardino sotto le mura (viale unione sarda)
Parco naturale Molentargius-Saline (16.000.000 m²)
Laguna di Santa Gilla (13.500.000 m²)
Parco delle Rimembranze (Cagliari via Sonnino circa 3000 m²)

LE ORIGINE DEL NOME DELLA CITTÀ

Cagliari come sede umana fu molto antica, infatti risale al Neolitico la presenza dell’uomo a S. Elia, nelle grotte dei Colombi, ed in altre località costiere del golfo cagliaritano. Gli studiosi non concordano sull’etimologia del toponimo della Città. Karalis,Karales, Kalaris, Cagliari e Casteddu, sono i nomi serviti nel tempo per indicare la Città.

Gli studiosi hanno cercato variamente di decodificare questi termini, dando diverse spiegazioni.
Già nel’500 un umanista sardo, Roderigo Hunno Baeza, nella sua opera maggiore, il “Karalis Panegyricus”, afferma che Karalis deriva senza dubbio dal greco κάρα, cioè “testa” in quanto Cagliari è il centro vero di tutta l’isola.

Il primo a prospettare l’origine semitica del nome Karalis fu S. Bochart già nel XVIII secolo.
Nella radice fenicia Kar-Karir egli vide la chiave di tutto il mistero; il senso di questa radice-rinfresco-, lo interpretò considerando che Cagliari offriva ristoro ai naviganti durante le loro lunghe peregrinazioni via mare.
Il noto semitista tedesco Guglielmo Gesenius spiegò Karalis come Kar Baalis cioè Città di Dio.
Un altro semitista Giovanni Spano, formulò una derivazione dal fenicio Kar-El, due parole che significano anch’esse “Città di Dio”.

Nel 900, il Bertoldi e il Wagner fecero risalire il nome Karalis al periodo protosardo, diversamente da Giandomenico Serra, che ritornò alle origini fenice.

Gli studiosi, E. Putzulu e Francesco Artizzu, hanno osservato che la radice Kar, nel linguaggio dei popoli mediterranei che precedettero l’invasione indoeuropea, significava “pietra”, “roccia”.A questa base mediterranea Kar si sarebbe aggiunto il suffisso mediterraneo Al(i) o Ar(i) con valore collettivo.Sarebbe nato così karali che significherebbe proprio “luogo di una comunità sulla roccia” o, semplicemente, “località rocciosa”.

Il plurale Karales, presente in molti scrittori antichi, viene spiegato dall’Artizzu con il fatto che al primitivo nucleo originario si sarebbero uniti altri nuclei vicini. Da Karalis, Karales, si sarebbe passati nel medioevo a Calaris, grazie ad una metatesi molto frequente nel dialetto sardo. Seguì la caduta della “S”, come è successo per tante parole latine e il raddoppiamento della “L”, che portò nel periodo ispanico a Callari e Cagliari.

I nomi Castellum, Castellum Novum Montis De Castro e Castellum Castri si riferiscono chiaramente alla posizione della Città alta, ben munita e fortificata contro gli attacchi dei nemici.

Per i sardi Castellum divenne Casteddu, ad indicare la Città nella sua interezza, mentre Castedd’esusu servì per indicare il quartiere alto, sede della nobiltà, dell’alto clero e del governo.

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